Associazione Culturale Identità Comune
Perché non basta abolire le Province

Se ci si limita ad abolire le Province lasciando inalterati Comuni, Comunità montane e collinari, le Unioni dei Comuni, gli Enti strumentali (Consorzi intercomunali, Agenzie e Società controllate), non solo non c'è né risparmio né efficienza ma addirittura la situazione peggiora come è dettagliato nelle voci sottostanti (cliccare su ognuna di esse per l'analisi).
  • Troppo potere alla Regione e completa emarginazione dei Comuni
  • Nessun risparmio dei costi della politica e ancora caos amministrativo
  • Definitivo allontanamento delle decisioni politiche dal territorio
Dato che è evidente che i piccoli e medi Comuni non possono reggere il carico delle competenze provinciali e che queste non possono essere sbriciolate nel territorio, tutte le competenze e le risorse finanziarie, strutturali e di personale delle Province verrebbero accentrate nella Regione e così l'attuale situazione, che ha il Comune come ultimo gradino amministrativo, si sbilancerebbe enormemente a favore della Regione relegando i piccoli e medi Comuni ad un ruolo amministrativo del tutto marginale ed ininfluente.
comune troppo debole potere attuale potere lontano dai comuni
La sola eliminazione della Provincia comporta una riduzione ridicola dagli oltre 16.000 enti amministrativi a 15.900 e lascia inalterati tutti i danni della giungla amministrativa: groviglio di competenze e rimpallo delle responsabilità, incapacità di gestire razionalmente i servizi, sprechi, mancanza di trasparenza...
Situazione attuale con la Provincia Non cambia solo abolendo la Provincia
caos con Provincia caos senza la sola Provincia

La gestione del potere si allontana sempre di più dal territorio e dai cittadini perché i centri di gestione del potere, frammentati e nascosti in una miriade di enti sono sempre più distanti dai piccoli e medi Comuni e il cittadino resta all'oscuro delle scelte amministrative fondamentali. Quindi per i cittadino che risiede nei Comuni medi e piccoli diventa impossibile

  • partecipare alle riunioni in cui si delibera il 90% della gestione del territorio
  • sensibilizzare con la propria presenza le amministrazioni (se non l'ormai esautorato Comune) sui temi più scottanti
  • controllare l'operato degli amministratori se non per le briciole di gestione che rimangono nei Consigli Comunali
  • difendersi da poteri forti che impongono i loro interessi nei centri di potere lontani dal territorio.

Solo la Comunità che riporta sul territorio la gestione (avendo le necessarie dimensioni per raccogliere competenze e risorse dei 16.000 Enti locali al di sotto della Regione) permette ai cittadini di ottenere partecipazione, trasparenza, attenzione, ottimizzazione delle risorse e dei servizi, rispetto per l'ambiente e qualità della vita con uno sviluppo sostenibile.

potere lontano